Free agency bollente, Julius Peppers è un Bears

Posted on March 7, 2010 at 4:52 am in

Ottimo inizio di free agency per i Chicago Bears. Con un draft che vedrà scegliere la squadra di Lovie Smith solo dal terzo giro, lo staff si muove subito su giocatori liberi importanti e porta a acasa tre acquisizioni di livello. La prima e più importante è certamente quella di Julius Peppers, grande defensive end a cui è stato offerto un contratto stellare (sei anni per un potenziale da 91.5 milioni di dollari con 42 già garantiti) ma che sembra certamente l’uomo giusto per ridare vigore alla defensive line). Peppers, 30 anni, non è più giovanissimo ma sembra molto integro fisicamente e, quindi, in grado di dare ottimi risultati per almeno tre stagioni ad una linea orfana di Gaines Adams, purtroppo scomparso prima di poter dimostrare il proprio valore, ed Adewale Ogunleye, trentatreenne rilasciato nei giorni scorsi.

Atro free agent diventa Adrian Peterson, sostituito dall’ottimo Chester Taylor, ex runningback dei Minnesota Vikings ormai chiuso da anni dall’eccellente Adrian Peterson (ovviamente l’altro). Anche Taylor ha 30 anni, soglia dopo la quale un RB comincia a calare, ma l’impegno del giocatore nel corso della carriera è stato piuttosto ridotto (solo nel 2006 fu titolare per tutta la stagione) e ciò fa pensare che anche qua ci siano 2 o 3 stagioni di bonus da sfruttare. Stagioni che Taylor impiegherà comunque affiancando gli emergenti Matt Fortè e Kahlil Bell. Taylor, inoltre, sembra il prototipo dell’halfback amato dal nuovo offensive coordinator Mike Martz.

Ultima acquisizione di rilievo, chiusa nella stessa giornata delle precedenti, è quella del tight end Btandon Manumaleuna che ha già giocato 5 anni per lo stesso Martz a St. Louis e proviene, oggi, dai San Diego Chargers. Questa scelta fa supporre che le voci su un eventuale rilascio di Greg Olsen possano essere vere. I Bears terrebbero Manumaleuna a roster insieme al veterano Desmond Clark, entrambi migliori bloccatori per il gioco di Martz, più il giovane Kellen Davis, atleta da tenere d’occhio.

Perdere Olsen sarebbe comunque un brutto colpo. L’ex Miami (università) è un ottimo ricevitore capace di correre anche tracce da WR puro e di sfruttare a modo il fisico. Vero è che Martz non prediliga molto i TE nel proprio gioco aereo, ma il livello di Olsen andrebbe sfruttato eccome. Il “vichingo” potrebbe rientrare nella logica di uno scambio per recuperare scelte nei giri più alti al draft, ma non nascondo le mie perplessità di una eventuale perdita del tight end. L’irrobustimento del backfield ottenuto con Chester Taylor fa supporre che il progetto di riequilibrare la propria iniziativa offensiva da parte di Martz preveda comunque di valutare meglio anche giochi su TE dalle buone mani e capaci di giocarsela anche sul profondo.  Senza dimenticare la possibilità per Jay Cutler di sfruttare obiettivi più sicuri e “valvole di sfogo” importanti

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Marinelli promosso per la difesa.

Posted on February 6, 2010 at 5:26 am in

La soluzione è stata trovata tra le mura di casa. Il nuovo defensive coordinator dei Chicago Bears sarà Rod Marinelli che manterrà anche lo status di assistente di Lovie Smith e che nel 2009 ha allenato la linea difensiva. Oltre a questa promozione si aggiungono le firme di Shane Day, che si occuperò dei quarterback, e Eric Washington che sostituirà proprio Marinelli per la D-line. Ora il cerchio è chiuso e lo staff 2010 completato, ecco la lista completa con il link (su ogni nome) che porta al profilo dell’allenatore direttamente su chicagobears.com.

Smith, Lovie Head Coach
Babich, Bob Linebackers
Toub, Dave Special Teams Coordinator
Spencer, Tim Running Backs
Drake, Darryl Wide Receivers
Marinelli, Rod Asst. Head Coach/Defensive Coordinator
Byrd, Gill Assistant Defensive Backs/Safeties
Hoke, Jon Defensive Backs
Jones, Rusty Director of Physical Development
Arthur, Jim Strength and Conditioning Coach
Washington, Eric Defensive Line
Tabor, Chris Assistant Special Teams
DeBord, Mike Tight Ends
Tice, Mike Offensive Line
Martz, Mike Offensive Coordinator
Day, Shane Quarterbacks
Hays-Stoker, Andrew Offensive Quality Control
Smith, Mikal Defensive Quality Control

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Mike Martz è il nuovo OC dei Bears

Posted on February 1, 2010 at 2:07 pm in

1 Febbraio 2010 Dopo l’interview di venerdi all’Halas Hall e il viaggio a Nashville nel weekend per incontrare Jay Cutler, oggi Mike Martz è stato ufficialmente annunciato dalla dirigenza dei Chicago Bears come nuovo Offensive Coordinator.

Martz, 58 anni, ha già ricoperto il ruolo di OC sotto la guida Dick Vermeil ai St.Louis Rams, vincitori del SuperBowl XXXIV , e nel 2o00 ne è diventato l’head coach, ruolo che ha ricoperto per 5 stagioni e mezzo, ottenendo un record di 56-36 e il SB nel 2001, con indovinate chi?? Lovie Smith come DC!

Nella sua carriera ha già diretto campioni come Kurt Warner e Jon Kitna, e potrebbe essere il tecnico in grado di dare la svolta della maturità a Cutler e all’attacco dei Bears.

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Morto Gaines Adams, aveva 26 anni

Posted on January 17, 2010 at 9:58 am in

E’ stato dichiarato morto poco fa dopo essere stato ricoverato ieri sera Gaines Adamas, 26 anni, defensive lineman dei Bears acquisito pochi mesi fa in cambio di una seconda scelta ceduta a Tampa Bay.

La notizia giunge come un fulmine a ciel sereno e non sono ancora chiare le dinamiche che hanno portato al decesso del giovane giocatore di Chicago. Su Twitter e altri social network si spendono già le prime parole di condoglianze verso famiglia, compagni, amici e squadra. Noi, pur non potendo raggiungerli con questo blog, ci uniamo al coro di tristezza per la perdita di una giovane vita.

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Stavolta coi Bears

Posted on January 17, 2010 at 8:55 am in

Mike Tice, ex assistente a Jacksonville, è stato assunto come nuovo allenatore della linea offensiva dai Chicago Bears. Prima dei Jaguars, il cinquantenne ex giocatore, ha passato 14 anni come rivale di division della squadra della Windy City: giocatore, assistente e allenatore capo dei Minnesota Vikings.

Non molte le referenze positive come head coach a Minneapolis, una squadra spesso gestita non benissimo e uno spogliatoio tenuto ben poco sotto controllo. L’idea è che i pochi successi mietuti in quegli anni fossero soprattutto figli dell’asse offensivo costruito su Daunte Culpepper e Randy Moss.  Coinvolto in un pasticcio riguardante un ricco bagarinaggio di biglietti era sempre lui l’allenatore capo ai tempi della famosa orgia che alcuni giocatori di Minnesota organizzarono su una nave in una stagione in cui in campo ben poco ardore veniva mostrato domenica dopo domenica.  Ciò per cui Tice fu maggiormente contestato fu comunque l’incapacità di costruire intorno al combo di cui sopra una squadra credibile cercando così di dare continuità a risultati troppo spesso altalenanti. Sotto di lui il record dei Vikings è 33-34, 1-1 ai playoff con una memorabile impresa al Lambeau Field di Green Bay. I Vikings, in quel periodo, stabilirono però anche il record di yard corse in una stagione per la franchigia (2507).

Più positivo il suo lavoro come “semplice” assistente ai Jags e ora, come coordinatore della O-line torna al ruolo che ricoprì a Minneapolis prima di diventare head coach. Dal 1997 al 2001 ha mandato dieci volte un uomo di linea al Pro Bowl, “svezzando” atleti come Matt Birk, Jeff Christy, Randall McDaniel, Todd Steussie e Korey Stringe. Rientra nella Nfc North, stavolta coi Bears.

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Licenziato Ron Turner

Posted on January 5, 2010 at 10:05 am in

Sembra ormai ufficiale visto che anche molti media ne danno conferma in base alle indiscrezioni uscite da una fonte interna alla Nfl. Verrebbe da dire “meglio tardi che mai” ma la prima, giustificata, vittima del flop 2009 è l’offensive coordinaotor Ron Turner cui non è bastato azzeccare le chiamate per due gare di fila dopo una serie infinita di scelte contestate che si prolungava ormai da troppe stagioni.

Nonostante i numeri alzati con Turner siano spesso stati superiori a quelli di tante altre stagioni, la ripetitività, lo scarso coraggio, i tanti errori, le continue indecisione e la prevedibilità dei giochi offensivi sono stati troppo spesso oggetto di discussione critica nei confronti di Turner. La prima pagina verso il 2010 è stata voltata.

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Briggs Pro bowler, Knox riserva

Posted on December 30, 2009 at 9:12 am in

Oltre a Lance Briggs, selezionato per il 5° Pro Bowl di fila, arriva un minimo riconoscimento anche per Johnny Knox, rookie da Abilene Christian che ha colpito come wide receiver e mostrato buone qualità come returner. E’ infatti come kick returner che Knox ha rischiato di finire al Pro Bowl riuscendo a prendere voti solo per essere un’alternativa in caso di impossibilità (o rinuncia) di DeSean Jackson dei Philadelphia Eagles.

Knox ha attualmente una media sui ritorni di 29 yard (32 azioni) con un record personale di 102 yard riportate in meta.

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Immenso Briggs

Posted on December 30, 2009 at 9:06 am in

I voti per il Pro Bowl hanno il giusto peso anche se è scontato che tante convocazioni per la sfida “amichevole” tra Afc ed Nfc sono un segnale di come un giocatore riesca o meno ad emergere agli occhi del pubblico tutto. Al suo settimo anno in Nfl Lance Briggs ha ottenuto la quinta elezione consecutiva come pro bowler, la seconda come unico giocatore dei Chicago Bears. Non male, per una difesa che ha spesso fatto acqua, trovare un elemento in grado di reggere la pressione e che ha finalmente dimostrato di poter fare la differenza anche senza Brian Urlacher.

Qualche anno fa stava per partire, voleva soldi, troppi soldi, Jerry Angelo gli mise il tag, lo obbligò a restare rinunciando piuttosto al runningback Thomas Jones per dare spazio a Cedric Benson. Comunque sia la sorte del gioco di corse dei Bears la scelta fu azzeccatissima. Un anno dopo Angelo fece firmare un contratto a Briggs con la stessa cifra di quella proposta (e inizialmente rifiutata) prima del tag. A screditare verso altre squadre l’immagine del linebacker fu soprattutto il suo atteggiamento da divo, una novità per Briggs, forse però stanco di essere sempre e solo “l’altro linebacker dei Bears” (il primo, ovviamente, è Urlacher) ma che in campo aveva sempre dato il 110% e fuori non era mai andato fuori le righe con dichiarazioni pesanti o di contestazione.

Briggs si è dimostrato giocatore solido anche nel 2009, efficace contro le corse anche oltre le linee avversarie e pur senza il contributo del pacchetto titolare, ha sempre svolto un lavoro di fatica e pressione sugli avversari. A una giornata dal termine del campionato Briggs ha racimolato 135 placcaggi e 2.5 sack (record in carriera) ai quali vanno aggiunti due lanci “rotti”, 3 colpi sui quarterback avversari, 7 placcaggi per perdita di yard e 1 intercetto. Non è uomo tuttofare, Briggs, è però il mastino che dà la caccia al RB, che nei terzi down corti se lo va a pescare direttamente nella tasca, che sta lontano da QB e pallone il più delle volte per svolgere il suo ruolo di copertura e colpi.

Un altro volo al Pro Bowl, in una stagione difficile, soprattutto per la difesa, in una stagione dove tutti si aspettavano di più. Non da lui, lui c’è sempre stato, ha dato tutto e si è mostrato leader, in attesa che il prossimo anno si possa tornare a fare sul serio.

Ultimi appunti: a oggi Lance Briggs ha portato a segno 1006 placcaggi complessivi, dal 1971 solo altri tre giocatori hanno fatto meglio di lui nell’arco di sette stagioni, e sono nomi “pesanti”: Mike Sngletary (1487), Brian Urlacher (1410) e Gary Fencik (1102).

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Vittoria d’orgoglio

Posted on December 30, 2009 at 6:15 am in

In un Soldier Field gremito, come se la partita contasse ancora qualcosa per le sorti dei Bears, Chicago strappa un risultato che dà fiducia, rende orgogliosi pubblico e giocatori e finalmente regala una dimensione tanto attesa da queste parti. Una linea offensiva efficace, con Chris Williams in grado di arginare ogni attacco avversario, un fronte 5 disciplinato, solido. Un gioco di corse reattivo e più concreto di mille altre volte. Un Jay Cutler più sicuro ed efficace, con gambe e braccio.

Certo, anche tanti difetti, ma questo era prevedibile vista la stagione. Cutler non sempre preciso, Matt Fortè non sempre efficace, la difesa ancora piuttosto debole ed in balia dei lanci di Brett Favre nella ripresa. Eppure si è vista quell’intensità mancata per 4 mesi, quella capacità di salire in cattedra nei momenti difficili, di rispondere colpo su colpo a un avversario più forte, preparato e quadrato. Quando nel secondo tempo la squadra è calata e sul tabellone, nonostante le occasioni, aveva messo meno punti di quanti avrebbe potuto, Cutler ha risposto alle offensive di Favre sfruttando le buone posizioni di campo ottenute grazie ai ritorni di Danieal Manning (44 yard la media ritorni sui 3 kick off, 59 il più lungo). Giocate ottime, per Earl Bennett e Devin Aromashodu, quest’ultimo vero mattatore della gara con 7 ricezioni per 150 yard e il TD decisivo in endzone dove ha “corretto” con grande spinta del corpo una traiettoria appena lunga del pallone lanciato da Cutler.

Buona la reazione in overtime dopo l’insolito errore di Robbie Gould sul calcio decisivo. Il primo drive difensivo produce due sack su Favre, il secondo un fumble su Adrian Peterson con grande giocata di Hunter Hillenmeyer. Positivo, finalmente, anche il modo in cui Lovie Smith ha schierato la difesa, nel limite del possibile, e le chiamate di Ron Turner. Un finale di stagione che regala una vittoria ininfluente ma pesante, ma un 36-30 spettacolare, divertente e che mostra che i Bears di quest’anno qualcosa in più potevano valere. Speriamo che il rodaggio sia terminato.

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Philadelphia Eagles – Chicago Bears 24-20

Posted on November 24, 2009 at 12:57 am in


Appuntamento da cerchiare in rosso per gli appassionati dei Chicago Bears che nel Sunday Night affrontano i Philadelphia Eagles reduci da prove tutt’altro che esaltanti. Ultimo treno per i playoff per Jay Cutler (che detiene il record per maggior numero di intercetti a questo punto della stagione con 17, record precedente nella stagione da rookie di un tale Payton Manning) che deve riscattare la modesta prova offensiva della partita di San Francisco.
All’inizio del primo quarto a soffrire è la difesa che concede troppo prima nelle corse (il primo drive offensivo degli Eagles con la corsa di Michael Vick da 34 yard per chiudere un 3 & 1) e poi nei passaggi con McNabb che sfrutta la scelta di Chicago di blitzare spesso verso di lui per sfruttare gli screen pass come nel caso del TD di Avant per il 10-0 Philadelphia. Solita partenza ad handicap dei Bears che in attacco risentono ancora psicologicamente della drammatica prestazione a San Francisco, le prime 3 corse di Forte portano a 2 YDS. Il secondo quarto comincia con un discreto drive offensivo dei Bears porta tre punti grazie ad un ottimo ritorno di Johnny Knox.
La difesa di Chicago cambia registro diventando molto simile a quella che aveva bloccato le corse di Frank Gore a SF, l’attacco degli Eagles non produce più punti nella prima metà della partita mentre Chicago più che altro grazie a qualche big play (come la prima corsa in NFL di Kahlil Bell da 72 yeards, welcome to Chicago) riesce a portarsi a distanza minima in chiusura di tempo (10-9) continuando a mostrare palesi limiti di concretizzazione in red zone
I Bears con un altro FG di Gould si portano avanti 12-10 ma McNabb dimostra di essere un campione…e di averne uno di fianco nonostante l’età, il 22enne DeSean Jackson che riceve un pass da 48 YDS per il TD di Phila. La partita è molto coinvolgente e viva e Chicago in chiusura di quarto passa a condurre grazie ad un bel passaggio di Cutler finalmente in end zone per la ricezione di Davis. La trasformazione da 2 punti di Forte porta Chicago avanti 20 a 17 in chiusura di terzo quarto. Chicago non sfrutta l’immensa prestazione di Charles Tillman che forza tutti due turnover degli Eagles e il field goal di Gould ad inizio quarto quarto viene bloccato dallo special team degli Eagles. Philadelphia torna avanti con il TD di McCoy al quale Cutler non riesce a rispondere nell’ultima azione della partita, finendo intercettato da Sean Jones in uno dei troppi palloni droppati dai ricevitori dei Bears in questa pazza notte al Soldier Field.
Finisce 24-20 per Philadelphia, le speranze di playoff per Chicago sono legati ad un’unica speranza, vincerle tutte da quì alla fine della stagione. I responsabili sono molti, le prove positive in questa domenica notte vanno comunque sottolineate, da K.Bell alla difesa con Tillman e Briggs sugli scudi. Le caratteristiche per LA notte del riscatto c’erano tutte. Ma come un buon film che si rispetti il finale ha drammaticamente sorpreso tutti. Per un’analisi sul momento di Chicago vi invito a seguire nel corso della settimana il blog, stay tuned!

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